La Valle di Comino, anche in ragione della sua particolare posizione geografica, in diverse epoche storiche è stata terra di incontro-scontro tra popoli ed eserciti, culture e tradizioni. Ha fatto da sfondo ad alcune delle più cruente battaglie tra i Romani ed i Sanniti; è diventata terrra di spiritualità con i benedettini della Abbazia di Montecassino alla fine del primo millennio; si è trasformata in Ducato di Alvito, sotto il dominio dei Gallio, feudatari venuti da Como; ha segnato il confine tra Stato Pontificio e Regno Borbonico; è diventata il fulcro della battaglia nel 1943 quando gli Alleati nella risalita verso Roma, furono costretti ad impegnare molti uomini e mezzi per sfondare la potente Linea Gustav che ostacolava la marcia di liberazione.
L'intera Valle di Comino conserva innumerevoli tracce di ognuno di questi eventi storici.  
Una delle  testimonianze  della importanza storica della Valle di Comino è proprio Villa Grancassa, costruita dal signor Felice Grancassa per volontà del religioso  don  Francesco  Nardone   nell'800.  Lo splendido portale e lo scalone in pietra restano ad oggi la prova della maestria degli scalpellini sandonatesi.
Un significativo aneddoto dà prova della ricchezza del signor Grancassa: si narra che al  termine dei  lavori  di  costruzione della Villa venne a mancare  l'acqua delle cisterne. Felice, non  perdendosi  d'animo  aprì  le  sue  cantine,  fece spillare, dalle numerose e capaci botti, abbondante vino con il quale continuò  ad  impastare malta. Tanta ricchezza     era accompagnata dall'autentica generosità con cui accolse sempre in villa gli umili come i potenti, i questuanti come i vescovi.
Nel  giro di tre  generazioni, complice  anche  la  mancanza di eredi  maschi,  della  famiglia Grancassa non rimase traccia. Un'epigrafe in latino, sovrastante il  portone  principale, ricorda  la  costituzione  della famiglia e le prime realizzazioni.
Dal 1994, dopo esser stata per un trentennio località di villeggiatura per  seminaristi, la Villa è stata trasformata nell'accogliente albergo-ristorante di oggi.

Alle origini di villa grancassa. Ecco l'ingresso storico della villa. Qui siamo nei primi del Novecento. La villa risale al 1853. Era il sogno di un prelato, don Francesco Nardone. Ma a realizzarla è il suo allievo migliore, l'avvocato Felice Grancassa, mecenate e gran borghese.

 

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